Mondiali 2014 – Uruguay, con l’Inghilterra è già decisiva – Lorenzo Pelucca

La cocente e quanto mai inaspettata sconfitta contro il Costa Rica ha messo la Celeste subito con le spalle al muro. D’altronde siamo ad un mondiale e il margine d’errore è ridottissimo sin dalla fase ai gironi, pertanto la partita contro l’Inghilterra sarà già da dentro-fuori. Tabarez si è lasciato andare ad uno sfogo; non gli è piaciuto che alcune informazioni siano uscite dalla sedute a porte chiuse, così “el maestro triste” ha annunciato che non rivelerà sino all’ultimo istante l’undici che scenderà in campo contro la nazionale dei Tre Leoni. L’enigma principale ruota attorno all’impiego di Luis Suarez, reduce da un intervento al menisco; il Pistolero è ufficialmente recuperato e la sensazione è che verrà impiegato, probabilmente da titolare, per il match di giovedì a San Paolo. Il KO di sabato conto i Ticos ha messo a nudo tutti i limiti dell’Uruguay, primo fra tutti la pochezza di un centrocampo composto da interpreti come Gargano e Arevalo Rios, generosi e votati alla copertura ma decisamente carenti in quanto a fosforo e piedi buoni. Si è vista sostanzialmente una squadra divisa in due tronconi; il primo composto dai quattro difensori e dai due mediani, l’altro formato da esterni di centrocampo dalle caratteristiche alquanto offensive come Stuani e Cristian Rodriguez a dare manforte alle punte Cavani e Forlan. Nel match di sabato scorso nulla ha funzionato, per questo non è affatto da escludere che Tabarez cambi qualcosa anche a livello di modulo, magari aggiungendo un centrocampista, ad esempio il laziale Gonzalez, per avere maggiore dinamismo, oppure inserisca un uomo come Lodeiro, abile a lavorare fra le linee e in grado di dettare l’ultimo passaggio per innescare le punte. Certamente mancherà Maxi Pereira, espulso contro il Costa Rica e fermato per un turno; probabile lo spostamento a destra dello juventino Caceres e l’impiego a sinistra di una altra conoscenza del nostro calcio, l’ex interista Alvaro Pereira, oppure l’inserimento di Fucile mentre al centro ci sarà ancora la coppia Godin-Lugano. Ma aldilà degli uomini che Tabarez schiererà in campo sarà fondamentale che la Celeste ritrovi la propria natura battagliera, ovvero quella garra charrua che incarna l’autentico spirito del calcio uruguagio, capace di rivaleggiare da sempre, a dispetto di tutto e tutti, con le grandi potenze del football mondiale.

Lorenzo Pelucca 

 

 

Articolo di  ⁄ Calciolife Life

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