Mondiali 2014 – SPAGNA – di Gabriele Castagnoli

La squadra da battere:

Da più di un lustro al vertice di tutte le competizione calcistiche internazionali. Che si tratti dei suoi club, dell’under 21 o della “Selecciòn”, la Spagna sembra essere sempre un passo avanti agli altri ed anche quest’anno è l’indiscussa favorita alla vittoria finale. L’unico dubbio sorge dalla statistica: nella storia dei mondiali solo l’Italia del ’38 e il Brasile di Pelé sono riusciti a (ri)alzare la Coppa al cielo da campioni in carica, tuttavia se c’è una squadra in grado di eguagliare simili gesta quella è “La Roja” di Del Bosque.

PORTIERI

Tra i pali ci sarà sempre lui; Iker Casillas, “San Iker” per i suoi connazionali. Fresco vincitore della “Decima”, il capitano sarà coadiuvato da Pepe Reina e David De Gea; rispettivamente portieri titolari di Napoli e Manchester United. Un terzetto non proprio da buttare.

DIFENSORI

I due pilastri della difesa saranno ovviamente Sergio Ramos e Gerard Piqué. Nonostante l’antitetica annata (il primo viene dalla migliore stagione della sua carriera, il secondo è reduce da un lungo stop) restano comunque una delle tre/quattro coppie centrali più forti al mondo.  Se poi qualcosa dovesse andare storto Raul Albiol e Javi Martinez (panchinaro di lusso a dir poco) saranno pronti a sostituirlo.

TERZINI

Qui a destare non poche perplessità  è la mancata convocazione di Dani Carvajal. Del Bosque gli ha infatti preferito il fluidificante del Chelsea César Azpilicueta il quale, tuttavia, non sarà ragionevolmente il terzino destro titolare. La fascia dovrebbe essere difatti ad appannaggio dell’ottimo Juanfran, uno dei protagonisti della grande cavalcata Colchonera. A sinistra, ovviamente, nessun dubbio; in campo scenderà sempre e solo Jordi Alba.

CENTROCAMPISTI

Fiore all’occhiello della compagine iberica, il reparto è campeggiato da Xabi Alonso (presente/assente della storica vittoria merengue in quel di Lisbona) e dal favoloso trio blaugrana Xavi-Fabregas-Iniesta. Ad una siffatta schiera di campioni andrà poi ad aggiungersi il giovane Koke; uomo chiave dell’Atletico targato Simeone e sogno proibito dei maggiori club europei. Inoltre – tanto per non farsi mancare nulla – in panchina siederà Sergio Busquets, perfetto sostituto (assieme ad Javi Martinez) del 14 di Tolosa.

TREQUARTISTI

Premesso che giocatori come Iniesta e Koke avrebbero più che cittadinanza in questo contesto e che, ad ogni modo, si parla pur sempre di fuori classe poliedrici, in grado di ricoprire indiscriminatamente il ruolo di esterno come di mezz’ala, la trequarti iberica sarà composta da Santi Cazorla, Juan Mata e David Silva. La Premier League il loro palcoscenico: il primo con la maglia dell’Arsenal, il secondo con quella dello United (dopo l’esperienza in quel di Stamford Bridge), il terzo con quella celeste del City, di cui è senza dubbio uno dei trascinatori. Quanto al 21 ex Valencia, Del Bosque ha deciso di convocarlo nonostante il brutto infortunio al ginocchio rimediato mesi fa e nonostante in un ruolo analogo giochi un certo Isco, ma se il santone del fútbol spagnolo ha fatto questa scelta è perché confida nel suo completo recupero.

ATTACCANTI

Lo sconcerto provato nel veder rincasare frombolieri del calibro di Llorente, Negredo e Soldado  si arresta di fronte alla lettura delle tre prime punte selezionate: Fernando Torres, David Villa, Diego Costa. Se per i primi due la convocazione è sostanzialmente una conferma – di quanto fatto in passato (per il “Niño”) e durante la stagione (quanto al “Guaje”) – per l’oriundo di Lagarto si tratta di una prima volta assoluta. Il suo mondiale non sarà affatto semplice;  per quell’infortunio che, di fatto, lo ha escluso dalla finale di Champions come per un ambiente certamente ostile, stanti le sue origini. L’unica vera seconda punta sarà quindi Pedro Rodriguez, magari non proprio un campione ma pur sempre un attaccante dotato di grande esperienza, ottima tecnica e duttilità.

 

PROBABILE FORMAZIONE

(4-3-3): Casillas; Juanfran, Sergio Ramos, Piqué, Jordi Alba; Xabi Alonso, Xavi (Fabregas/Koke), Iniesta; David Silva(Juan Mata/Cazorla), Villa, Diego Costa (Torres).

 

PUNTI DI FORZA: Sarebbe superfluo sciorinare tutte  le straordinarie potenzialità della nazionale oggettivamente più forte del mondo, pertanto sarà sufficiente soffermarsi su alcuni punti chiave:

1) Qualità: Diffusa lungo tutta la rosa, è certamente la caratteristica principale (e l’arma esiziale) della compagine iberica. Il “motivo”, in buona sostanza, del loro predominio

2) Quantità: Tante, tantissime, troppe le frecce nella faretra di Del Bosque. Ognuno dei 23 selezionati  è un campione o perlomeno un giocatore di spicco del club in cui gioca; e ce ne sarebbero ancora da convocare. Aldilà dei citati Carvajal, Llorente, Negredo, Soldado e Isco infatti, innumerevoli sono i giocatori di talento “lasciati a casa”: Jesé Rodriguez, Morata, Bartra, Borja Valero, Jesus Navas, Raúl García, Iñigo Martinez, Mario Suarez, Xabi Prieto, Beñat,  Mikel Riko non sono che la punta di un iceberg fatto di giocatori forti e pronti per qualsiasi nazionale maggiore.

3) Esperienza: Età media 27,6. Dato di per sé anonimo, ma che nasconde in realtà la perfetta miscellanea del successo. Per i motivi sopraesposti chiunque scenderà in campo avrà maturità a sufficienza per affrontare qualsiasi avversario in qualsiasi fase del torneo.

4) “Blocchi” e Leader: ¾ della rosa è composta da giocatori (o ex giocatori) di Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid. Un vantaggio enorme, ancor più significativo in considerazione del carisma che ne contraddistingue gli interpreti.

5) Amalgama: La bravura di Del Bosque è ed è stata quella di coerenziare le vari “anime calcistiche” della penisola, innestando sopra  una struttura fondamentale “modello Barça di Guardiola” le varianti sul tema -  madrilene e non solo – più adatte al gioco di una nazionale.

PUNTI DEBOLI: Onestamente difficile trovarne. Probabilmente non esistono. L’unica rivale della Spagna – Brasile a parte (e limitatamente all’ipotesi di un exploit verdeoro) – è la Spagna stessa. Condizioni fisiche precarie di alcuni giocatori, mancanza di ambizione, eventuali dissapori all’interno dello spogliatoio sono gli unici “nemici” dell’invincibile armata di Re Juan Carlos (rectius; Re Felipe, data la recente abdicazione). Agli avversari, pertanto, non resta che un’unica chance; La partita della vita.

 

Gabriele Castagnoli

Articolo di  ⁄ Calciolife Life

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