Mondiali 2014: PORTOGALLO

Se tra le tue fila c’è il calciatore numero 1 al mondo, hai qualità da vendere a centrocampo ed un’organizzazione tattica invidiabile, inevitabilmente finisci nel novero delle potenziali squadre rivelazione. Stiamo parlando del Portogallo, selezione guidata da Paulo Bento, trascinata da super Cristiano Ronaldo ed in possesso di elementi di spessore internazionale in ogni reparto (Pepe, Bruno Alves, Joao Moutinho, ecc.). Solito problema del centravanti? Indubbiamente. Riserve non all’altezza dei titolari? Verissimo, ma affrontare questo Portogallo nella singola sfida sarà impresa ardua per chiunque. La prova di forza mostrata dalla selezione lusitana (e soprattutto di CR7) nello spareggio contro la Svezia non può non fungere da monito.

PORTIERI

La difesa della porta sarà competenza di Beto (’82), reduce da una straordinaria e vittoriosa stagione col Siviglia, nella quale si è dimostrato estremamente reattivo tra i pali, oltre che un ottimo pararigori. Oltre a Beto ci sono Eduardo, 31enne estremo difensore del Braga e Rui Patricio, più che positivo in quest’ultima stagione con lo Sporting Lisbona.

DIFENSORI

L’indiscusso leader della retroguardia lusitana è Pepe, il centrale del Real è estremamente affidabile in marcatura, insuperabile nel gioco aereo, nonché in possesso di grande carisma (forse troppo) e notevole esperienza. A completare il tandem difensivo, sarà il solito Bruno Alves (Fenerbahce), più statico rispetto al compagno, ma altresì affidabile e dotato di grande tecnica (che gli permette di impostare dalle retrovie) e fisicità. Come riserve Paulo Bento ha optato per l’esperienza di Ricardo Costa, 32enne centrale del Valencia e Neto, 25enne difensore ex Siena, attualmente in forza allo Zenit.

TERZINI

L’out di sinistra è territorio di Fabio Coentrao, il terzino del Real ha spiccate vocazioni offensive e fa della velocità e del dribbling i suoi punti di forza, ma sotto la guida di Carlo Ancelotti è cresciuto esponenzialmente anche in fase difensiva. Sulla destra, scanso sorprese dovrebbe agire il 30enne Joao Pereira, affidabile nella propria metà campo, ma discreto anche in fase di spinta. L’alternativa è Andrè Almeida (’90), che al Benfica ha dimostrato di poter agire senza problemi su entrambe le fasce, data l’applicazione tattica e la sensibilità con entrambi i piedi che lo contraddistinguono.

CENTROCAMPISTI

Il regista (e che regista!) è Joao Moutinho, il 28enne ex Porto si è confermato anche nel Monaco come uno dei migliori playmaker in circolazione, assicurando un apporto eccezionale in fase d’impostazione grazie alla classe di cui è in possesso; dai suoi piedi partiranno quasi tutte le offensive portoghesi. Poi c’è Miguel Veloso (’86), l’ex Genoa è approdato in estate alla Dinamo Kyev, dove ha deliziato la folla ucraina con la sua sensibilità di piede e le sue invenzioni; il terzo componente della mediana è il “solito” Raul Meireles, da 2 stagioni al Fenerbahce dopo Porto, Liverpool e Chelsea. Mereiles grazie ai suoi tempi d’inserimento, all’applicazione in entrambe le fasi e alle doti balistiche di cui è in possesso, va a completare una mediana di assoluto livello. Non sono dello stesso calibro i sostituti, ovvero il 29enne Ruben Amorim, centrocampista di quantità del Benfica che fa della grinta la sua forza, e William Carvalho (’92), possente mediano (1,87 x 87 kg) dello Sporting Lisbona reduce da una stagione sopra le righe, nella quale si è messo in luce per le sue doti d’interdittore, partecipando però anche ala costruzione del gioco.

TREQUARTISTI

A svariare su tutto il fronte offensivo c’è lui, il calciatore n°1 al mondo, stella e speranza di questo Portogallo: Cristiano Ronaldo. Il destino della selezione lusitana è direttamente proporzionale alle prestazioni di CR7, è compito di Paulo Bento schierare una formazione in grado di esaltarne le caratteristiche e dei compagni metterlo in condizione di accelerare e andare alla conclusione. Già proiettato verso la vittoria del pallone d’oro 2015, che sarebbe il suo terzo, CR arriva a questo mondiale quantomai motivato dopo la vittoria della Champions, e dopo aver dato (se ce ne fosse stato bisogno) un ulteriore saggio della sua classe e della sua forza nel doppio confronto contro la Svezia nei playoff (4 gol in 2 partite). Ma d’altronde stiamo parlando di un calciatore che in maglia Real ha realizzato 252 reti in 246 presenze, nonché la bellezza di 49 reti in nazionale. Ad affinacare CR7 ci sarà Nani (’86), che nonostante la manciata di presenze registrate in stagione in Premier (11) resta uno dei pupilli di Paulo Bento, che c’ha giocato ai tempi dello Sporting e ne apprezza velocità e doti nell’uno contro uno. Poi c’è da capire se il CT vorrà schierare un centroboa, o se preferirà optare per un terzo “attaccante mobile”, nel qual caso dovrebbe affidarsi a Varela, 29enne esterno offensivo del Porto, non in possesso di doti tecniche esaltanti, ma dotato di buona velocità e notevole applicazione tattica. Le alternative sono Rafa Silva (’93), sgusciante trequartista del Braga e Vierinha, che però in questa stagione ha perso la titolarità col Wolfsburg.

ATTACCANTI

Il grande problema del Portogallo è sempre stato la mancanza di un centravanti di spessore. Tale problema si riproporrà anche in Brasile, perché le uniche prime punte di cui il CT disporrà saranno Helder Postiga (’82), che nell’ultima stagione ha scaldato le panchine di Valencia e Lazio, Hugo Almeida (’84), possente attaccante del Besiktas, dotato di un buon tiro ed abile nel gioco aereo, ma molto limitato tecnicamente, ed Edèr (’87) del Braga, autore di 16 reti negli ultimi 2 campionari, ma poco avvezzo a grandi palcoscenici.

PROBABILE FORMAZIONE: (4-3-3): Beto; Coentrao, Bruno Alves, Pepe, Joao Pereira; Miguel Veloso, Joao Moutinho, Raul Meireles; Nani, Cristiano Ronaldo, Varela (Hugo Almeida).

PUNTI DI FORZA: Oltre alla presenza di Cristiano Ronaldo, principale punto di forza di questo Portogallo ed in grado in qualsiasi momento di spostare l’inerzia della partita, Paulo Bento può contare su un centrocampo estremamente qualitativo guidato da uno dei migliori playmaker in circolazione (Moutinho) e su una retroguardia estremamente solida, guidata da un tandem di centrali d’esperienza e spessore, e corronorata da 2 terzini molto abili anche in fase di spinta.

PUNTI DEBOLI: Come sottolineato in precedenza, la mancanza di un centravanti di livello è sempre stato il problema principale del Portogallo, Hugo Almeida e Postiga non danno alcuna garanzia in termini di reti e con ogni probabilità il CT ricorrerà ad una formazione priva di prime punte, salvo poi inserire i sopracitati in corso d’opera in caso d’emergenza. L’altro principale problema è rappresentato dalla mancanza d’alternative, in ogni reparto i sostituti non sono lontanamente all’altezza dei titolari e qualora i lusitani incappassero in una o più defezioni, il valore dell’11 calerebbe drasticamente. 

Alessandro Antoniacci

Articolo di  ⁄ Calciolife Life

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