l’équipe de France – 3/4 – CENTROCAMPISTI: Nicola Freddio

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Difficile trovare di meglio; i nomi che seguono sono garanzie. Tecnica, fantasia, geometrie, forza fisica. Un punto debole? Giocano da poco tempo assieme.

YOHAN CABAYE – 14/gen/1986 – PSG – ( ? ): Acquisto molto più che intelligente da parte del Newcastle, il francese ha espresso in Inghilterra un calcio eccellente. Oltremodo tecnico, con una visione di gioco invidiabile, l’ex Lille era un punto focale nelle vecchia squadra di Rudi Garcia e si è dimostrato tale anche nei 18 mesi in Premier tanto che i facoltosi portafogli del Paris Saint-Germain si sono aperti ancora una volta, sborsando quasi 30 milioni di € per farlo tornare in Francia. Non ha giocato moltissimo per Blanc ma si sa che cambiare aria a Gennaio non è mai una faccenda troppo semplice. Una cosa è certa però: sarà tra i titolari sia in Brasile sia il prossimo anno in Ligue 1.

BLAISE MATUIDI – 09/apr/1987 – PSG – ( ? ): E se si parla di titolari del PSG, difficile se non impossibile rubare una casacca degli 11 a Matuidi; giocatore di importanza fondamentale, capace di regalare equilibrio tra attacco e centrocampo grazie alle sue grandi doti di sacrificio e la corsa profonda e continua nei 90 minuti. Tutto ciò condito da una buona capacità di inserirsi e da un discreto fiuto per il gol. Difficile chiedere di più a un’incontrista.

PAUL POGBA -15/mar/1993 Juventus FC – ( ? ): Sollevare un tale polverone mediatico intorno a sé non è una passeggiata, farlo a quest’età e soltanto per un elogio squisitamente tecnico diventa estremamente complesso se non unico. 4\5 squadre – perché solo quelle potrebbero permetterselo – disposte a letterali “follie” per vestirlo con i propri colori grazie a una crescita esponenziale che nel giro di due anni dalle giovanili del Manchester United lo ha fatto passare alla titolarità – per plebiscito – alla Juventus e a una sostanziale incoronazione sportiva per ciò che riguarda la nazionale francese. Nel mezzo una parentesi da dominatore in un mondiale under 20 in cui ha scherzato qualsiasi tipo di avversario. Se anche il mondiale fosse su questa stessa lunghezza d’onda, il suo futuro potrebbe davvero regalare qualcosa di impensabile.

MOUSSA SISSOKO – 16/ago/1989 – Newcastle United – ( ? ): L’ex Tolosa viene da una stagione da titolare fisso nel Newcastle di Pardew in cui ha mostrato una grande solidità e maturità. A inizio carriera sembrava destinato a fare il mediano, poi quei piedi e quelle movenze lo portarono dapprima più avanti – sulla trequarti – per poi fargli trovare la sua dimensione ideale proprio in mezzo al campo. Fisico, inserimenti, assist e buona efficacia sotto porta, negli ultimi minuti ti difende come un centrale. Non male.

RIO MAVUBA – 08/mar/1984 – LOSC Lille – ( ? ): Leader e capitano del suo Lille, il suo primo mondiale arriva a 30 anni. Ci voleva il coraggio e la conoscenza del calcio di Deschamps per portarlo in Brasile perché una pedina come Mavuba può risultare decisiva, molto più di quanto si pensi. Carattere forte – uno che è quasi venuto alle mani con Ibrahimović -, esplosività nonostante il fisico apparentemente minuto, grande intelligenza di gioco e se c’è da fare un lancio lungo “problemi zero”. Top nella fase di recupero.

CLÉMENT GRENIER – 07/gen/1991 – Olympique Lione – ( ? ): Tra le promesse di Lione c’è anche lui anche se è difficile dire se ci si trovi davanti un campione o un buon giocatore ma se mi chiedessero di votare, metterei la croce sulla seconda casella. Ottimo piede, buona visione di gioco limitate da una scarsa fisicità e da un impatto evanescente in partite che contano davvero. Giusta occasione per un upgrade importante, anche se le possibilità di toccare il campo saranno poche.

Les maussades“: Il Primo è MAXIME GONALONS ( ? ) del Lione che è stato uno dei più positivi del torneo francese ma paga un’annata così così dei suoi e Deschamps gli preferisce l’esperto Mavuba. Anche ÉTIENNE CAPOUE ( ? ), la cui carriera assomiglia a quella di Sissoko e Cabaye, paga una stagione con troppi infortuni e rimarrà a casa. È un vero peccato perché entrambi possono essere impiegati anche in difesa come centrali – per Capoue anche terzino – e questa doppia utilità poteva far comodo. Poi c’è FRANCK TABANOU ( ? ) autore di un’ottima stagione con i Verts ma che con la nazionale non ha mai avuto grandi fortune; è maturato molto ma non ha ancora compiuto quel passo che lo renda un giocatore completo. Discorso simile per GEOFFREY KONDOGBIA ( ? ) che a causa di una sfortunata serie di infortuni e una maturità non ancora raggiunta per giocare ad altissimi livelli, non disputerà questo mondiale ma avrà tutto il tempo per rifarsi. E Last but not least c’è lui, quel YOANN GOURCUFF ( ? ) dalla classe direttamente proporzionale alla stranezza della sua carriera e con quella caviglia che da più di due anni lo tormenta. Il posto accanto o come vice Cabaye in questo centrocampo sarebbe cucito dal sarto per lui, ma ormai… les jeux sont faits.

Articolo di  ⁄ Calciolife Life

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