REAL PASSION di Gabriele Castagnoli

Real Madrid 3, Schalke 1. Non più di un allenamento per le merengues. <<Ovvio>> diranno i più. Ebbene, citando Bertholt Brecht, decidiamo di sederci dalla parte del torto visto che tutti i posti sono (presumibilmente) occupati. La presa di posizione per quanto strana possa apparire non è priva di una sua ratio, laddove il suo fondamento è l’accantonamento del dato – tecnico, tattico e statistico – in se per se.

Ciò che si vuole affermare è che non è automatico (quindi “ovvio”) che tutte le squadre “forti”, in una posizione di cinque goal di vantaggio dall’andata, ne facciano altri tre al ritorno considerando anche che, come tutte le cose del mondo, anche siffatte circostanze sono soggette alle regole del “caso” il quale, affinché sia favorevole, deve sempre essere gestito e plasmato da scelte ponderate. Scelte come quelle del fu buon/ora ottimo Carletto Ancelotti.

Provando a vestire per un momento i panni del tecnico emiliano ci si ritrova infatti in una situazione che se da una parte vede un Real Madrid con la qualificazione assicurata al 99,9%, dall’altra lascia spiragli ai rischi connessi ad un match senza reali motivazioni cosa che se da un canto potrebbe anche rivelarsi un vantaggio (il famoso “cuor leggero”) dall’altro sarà certamente un sentimento condiviso – e a gradazioni probabilmente superiori – con l’avversario di turno il quale, senza speranza, vorrà quantomeno lasciare un buon ricordo ai posteri. Parrebbero proprio questi “pericoli” la causa per cui il Real, nonostante tutto, è sceso in campo e ha giocato da “Real”, perché strano che sia parlare di “rischi” in un simile contesto, di tali si sta effettivamente parlando. Difatti anche andando oltre l’eventuale perdita economica, incappare in una sconfitta e interrompere scie di risultati utili, sebbene senza alcuna concreta conseguenza, è sempre un detrimento all’andamento generale della squadra che si nutre anche e soprattutto di autostima; e Dio sa – come Ancelotti d’altro canto – quanta ne servirà ai Blancos per affrontare gli impegni che verranno. Primo su tutti il Clasico di domenica sera.

Che poi il Real sia, se non la prima, la seconda squadra più forte del mondo e/o che lo Schalke sia una squadra inadeguata al contesto della Champions League e che chi scrive fosse sostanzialmente certo di una facile vittoria dei padroni di casa sono tutti elementi rilevanti fino a un certo punto data la premessa. Sta di fatto che se il Real Madrid (con i suoi 25 successi e 5 pareggi nelle ultime 30 partite) parte favorito contro il Barcellona per la prima volto dopo quasi dieci anni la ragione sta anche nell’attenzione ai particolari da parte del tecnico e del suo staff.

Articolo di  ⁄ Calciolife Life

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